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Ho udito il suo lamento – In ascolto dei sofferenti. È stato il tema del XXIV Convegno Nazionale di Pastorale della Salute promosso dalla CEI che si è svolto quest’anno a Bari dal 16 al 18 maggio. Si chiude così con l’udito il ciclo di convegni degli ultimi anni che ha esplorato i cinque sensi, fondamentali strumenti di esperienza e relazione. 

Ha partecipato la referente regionale Marcella Coppa. «Sono state giornate dense di contenuti, incontri, emozioni con tanti momenti di condivisione e di amicizia. Il tema di fondo con il suo riferimento biblicoè già un invito amettersi in ascolto, ad avereuno sguardo accogliente, con un tocco carezzevole, ad immergersi nel servizio concreto. Il mondo della fragilità attende questo sia dagli operatori sanitari sia da chi svolge servizio di pastorale della salute: volontari, cappellani, ministri della comunione: presenza che ascolta, che vive-con, che sa farsi compagno di strada. Udire deve condurci ad ascoltare, ed ascoltare è la declinazione attiva, il modus vivendi personale che attraversa una comunicazione costruttiva, sintesi di tutto il percorso formativo di Pastorale della Salute degli ultimi cinque anni. Porto nel cuore un’immagine che rende l’idea di quanto abbiamo vissuto e condiviso in queste giornate. Sono tre fili che si intrecciano e che ci permettono di vivere la grammatica dell’amore – questa bella immagine dell’arcivescovo di Bari mons. Satriano -, di essere comunità al servizio dei sofferenti. Un filo rosso, quello che tesse le relazioni e l’amicizia; un filo d’oro, l’amore e la testimonianza che ciascuno è chiamato ad essere, come ci ha suggerito la Fondazione Frammenti di Luce regalandoci in musica la storia della giovane Luana morta ditumore a soli ventinove anni: un grande esempio di amore e di speranza. Infine il terzo filo, trasparente e forte, quello della fede, per comprendere e condividere la profondità della vitae il vero senso delle cose.»

Oltre duecento delegati provenienti da tutta Italia hanno partecipato alle sessioni plenarie della tre giorni, precedute da sessioni tematiche pre-convegnistiche svolte da giovedì 11 maggio, con il coordinamento scientifico del teologo Gianni Cervellera. i focuscurati da esperti su molteplici aspetti del mondo della salute, con interventi a carattere medico, scientifico, etico e pastorale.Passaggi intensi anche sulle guerre, ferite che lacerano il nostro mondo. «La sofferenza accomuna tutti, vincitori e vinti. La cosa difficile è saper ascoltare queste sofferenze, saperle raccontare e soprattutto sapersi interrogare sulle ragioni» ha evidenziato la giornalista Lucia Goracci che dainviata del Tg3 segue da 20 anni le principali guerre mediorientali. 

Gli Infermieri e tutte le professioni sanitarie rappresentate dagli specifici ordini ,ad ascoltare, ad ascoltarsi e a far sentire la propria voce. Professionisti della salute ancora stremati dalle ferite della pandemia, dal dolore intenso toccato con mano. Sulla professione medica e sul rischio di povertà di salute è intervenuto il prof. Filippo Anelli presidente dell’Ordine Nazionale dei Medici: «Un lavoro, il nostro, di grandi slanci e un ruolo esercitato in maniera paternalistica nel secolo scorso, quando i medici davano speranze alla società. Oggi i medici sono chiamati a garantire i diritti sanciti dalla Costituzione – salute, uguaglianza, vita, equità nell’accesso alle cure –e anche la comunicazione è diventata tempo di cura.»
La voce della Chiesa in mezzo alle professioni sanitarie presenti, rappresentata da mons. Giuseppe Baturi segretario generale della Cei: «Siamo chiamati ad ascoltare fino in fondo la fragilità. Lo stile dell’ascolto è fortemente provocatorio: fermiamoci, ascoltiamo e proviamo a tessere questa umanizzazione del vivere. La Chiesa indicaun Sofferente da ascoltare: Gesù Cristo, che è allo stesso tempo medico e medicina. Lui ci invita a vivere la malattia e la morte in un orizzonte di senso. Perché non bastanole buone opere: nel dolore esplodono le grandi domande:chi è l’uomo? Chi è Dio?Quale speranza sul nostro destino?Gesù ci presenta il modello del Samaritano, di chi si prendecura della persona bisognosa di tutto.Per questo tutti, Chiesa e società,dobbiamoessere capaci di farci carico dei più fragili. In che modo? Innanzitutto proprio con la capacità di ascoltare chi soffree di sostenere la sua famiglia. Poi occorre farsi “malati con i malati”, cioè coltivare la relazione, come faceva Gesù che guariva sempre dentro un incontro personale. È necessario poi portare a sistema le buone pratiche e le reti solidali, perché sono proprio queste a fare la differenza,con le persone che oltre a fare il loro dovere sanno dare quel qualcosa in più che fa la differenza. Infine occorre sempre ricordare che nella salute e nella cura tutta la vita è coinvolta, profondamente.»
Particolarmente apprezzato, nella giornata conclusiva del convegno, l’intervento di don Luigi Verdi,fondatore della Fraternità di Romena, sul senso del volontariato che, ha affermato, «ha bisogno di delicatezza, di rispetto non di energia e di presenza ingombrante. Il dolore è sacro e si colloca al di là dei linguaggi e ci si innamora dei gesti, di chi ascolta con tutti e cinque i sensi, come fanno i bambini e gli innamorati.»

Don Massimo Angelelli direttore dell’Ufficio Nazionale di Pastorale della Salute, ha tracciato infine alcune riflessioni a conclusione del Convegno, evidenziando innanzitutto l’importanza che la dimensione sensibile ha con l’azione pastorale. «La Pastorale della Salute è uno di quegli ambiti di forte relazione con la società, perché l’esperienza della salute è universale. Noi cristiani dobbiamo tornare ad essere testimonianti e credibili.Una delle eredità che ci ha lasciato la pandemia è il dovere di metterci in ascolto delle sofferenze vissute. Come Chiesa dobbiamo ascoltarci e ascoltare la società, gli operatori sanitari che hanno vissuto i traumi dell’emergenza sanitaria. Dobbiamo essere in relazione con tutti i curanti, che oggi sono i più grandi sofferenti». 

Don Angelelli ha annunciato infine che nel 2024 il XXV Convegno Nazionale di Pastorale della Salute si svolgerà dal 13 al 16 maggio a Verona. 


Ufficio Pastorale della Salute regione Marche

Foto: alcuni momenti delle sessioni del convegno, della visita alla città di Bari con la celebrazione conclusiva. Marcella Coppa i delegati delle diocesi marchigiane.