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Grazie per quanto ci ha dato in questi anni!

Mons. Armando Trasarti ha lasciato da pochi giorni la sua diocesi di Fano -Fossombrone- Cagli-Pergola e la delega per la Pastorale della Salute Regionale. A lui la gratitudine della Commissione Regionale di Pastorale della Salute, a partire dalla referente Marcella Coppa, con i direttori diocesani, per aver seguito con tanta attenzione e con la sua preziosa presenza il difficile cammino di questi anni segnati dalla pandemia.

Durante l’ultimo incontro che si è svolto giovedì 22 giugno scorso ad Ancona, al centro pastorale di via del Castellano, mons. Trasarti ha tracciato ai direttori i temi più urgenti che la Pastorale Salute dovrà affrontare, mostrando quanto gli effetti della pandemia abbiano ancora pesanti ripercussioni sulla salute delle persone e delle comunità.

Presente all’incontro in collegamento telefonico don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio Nazionale Pastorale della Salute. «Ti esprimo la mia più profonda gratitudine – ha affermato.- Hai reso una testimonianza significativa su quello che stavi vivendo anche tu. Hai condiviso l’esperienza della malattia. È difficile parlare della propria malattia, specialmente nel mondo ecclesiastico, ma tu hai fatto diventare la tua esperienza e la tua sofferenza un luogo di testimonianza e di forza per gli altri. Siamo in tanti a provare gratitudine per te. Ti auguro di vivere un bel periodo di riposo, ma poi a settembre si ricomincerà a lavorare!»

Mons. Trasarti è nato a Campofilone (AP), arcidiocesi di Fermo ed ordinato presbitero il 1° novembre 1974; eletto alla sede vescovile di Fano – Fossombrone – Cagli – Pergola il 21 luglio 2007 ed ordinato vescovo il 7 ottobre 2007. Nella Conferenza Episcopale Marchigiana è Vescovo delegato pastorale della salute, per i problemi sociali e il lavoro, per le migrazioni e per la carità.

Durante l’incontro ha condiviso riflessioni su nuove emergenze e problematiche urgenti da affrontare senza indugio, anche con la ricerca di nuove risorse. In particolare ha evidenziato gli effetti del lungo periodo dell’emergenza sul benessere mentale e sulle relazioni, le tensioni che si sono acuite dall’isolamento, un forte aumento dei fenomeni di autolesionismo e di suicidio, provocati dalla solitudine e dalla limitazione della socialità. Il difficile periodo trascorso ha generato anche un fenomeno che incide profondamente sulla salute mentale di tante persone: la mancata elaborazione del lutto. Questo dramma tocca alcuni degli aspetti più profondi sia dell’umano che dello spirituale. Salutare i morti, congedasi da loro, fa parte del processo di maturazione della storia personale e familiare ed è importante per l’equilibrio individuale e per le relazioni. Accompagnare chi non ha potuto vivere questo passaggio significa affidare a Dio i propri cari, nella speranza della Risurrezione ed ha, inoltre, un valore antropologico fondamentale per la costruzione equilibrata e serena del proprio “io”. Centrale, per Trasarti, resta la formazione di presbiteri, diaconi, volontari ed operatori sanitari.

La giornata è terminato con un gioioso momento di convivialità e di festa.

Ufficio Pastorale della Salute Marche

Foto: mons. Trasarti con Marcella Coppa e il gruppo regionale di Pastorale della Salute